ALDO MONTESI
Pittore - Poeta
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Biografia

E' arduo definire l'artista Aldo Montesi, pittore e poeta ternano.

Egli rappresenta un caso del tutto particolare nell'intervallo temporale che va dalla fine della seconda guerra mondiale agli anni Settanta .

Aldo era nato a Terni nel 1927, figlio di una modesta famiglia residente a Campitello , piccolo agglomerato alla periferia nord di Terni.

Il padre, Giuseppe, era nato a Terni, dove la sua famiglia si era trasferita dalla Marche da un paio di generazioni. Si era sposato nel 1926 con Marianna Arconte in seconde nozze, poiché era rimasto vedovo con altri due figli nati dal precedente matrimonio. Giuseppe aveva lavorato come operaio in Fonderia e poi, sempre come operaio, presso le Acciaierie “Società Terni”. Era uomo molto socievole, di un certo carisma e molto impegnato politicamente. Marianna, di origini abruzzesi era figlia di un casellante delle Ferrovie, donna dolcissima, mite, profondamente religiosa, dotata di grande senso estetico e notevole attitudine per il disegno. Darà alla luce Aldo e tre anni più tardi Attilio.

I primi 3 anni di vita Aldo li trascorre in campagna, in una modesta abitazione situata in Strada Madonna della Pittura, luogo collinare di pacata bellezza che si affaccia sulla piana di Terni .

Poi la famiglia si trasferisce a Campitello, in una casa che ora e' stata abbattuta per far spazio ad un nuovo condominio, di fronte alla antica Chiesa dei Cavalieri di Malta.

In questa casa Aldo vivrà sino all'età di 27 anni, epoca del suo matrimonio.

Studente modello, con profitto eccellente e con una forte predisposizione per la matematica, si iscrive all'Istituto Ragionieri di Terni. Frequenta con passione, studia con ardore e legge tutto quello che può, noleggiando i libri alla Biblioteca Circolante, che allora forniva l'unico mezzo di acculturamento per le persone che non potevano permettersi il lusso di acquistare un libro.

Aldo ricordava quei tempi raccontando che quando la biblioteca circolante arrivava, egli correva a scegliere e noleggiare il massimo numero di volumi possibile, tre. Poi , dopo appena tre o quattro giorni, avendoli già letti tutti, doveva aspettare altri lunghissimi 15 giorni per averne altri tre in prestito. Raccontava anche che le sue letture preferite erano volumi di autori stranieri, americani, inglesi e testi di fisica, biologia e matematica .

Aldo diventa il primo studente per profitto di tutto l'Istituto , tanto da spingere i suoi professori a recarsi dal padre per convincerlo a lasciare il ragazzo tredicenne proseguire gli studi. Nonostante l'intervento insistente dei docenti, al secondo anno di istruzione superiore Aldo deve interrompere la formazione scolastica per fornire alla famiglia un contributo economico allora irrinunciabile.

Quindi, nel 1940, all'eta' di 13 anni, indossa il primo paio di scarpe acquistate appositamente per lui, ed inizia a lavorare presso la Cassa di Risparmio di Terni. Li' lavorerà nella sede di Corso Tacito per oltre per 40 anni come impiegato, sino a marzo del 1982, anno in cui entra in pensione.

Dopo appena 3 mesi, a 55 anni, il 24 giugno 1982 si spegne per un male incurabile.

C'è da dire che Aldo Montesi era già molto malato, affetto, sin dall'età di 11 anni, da una gravissima forma di Psoriasi cutanea e artropatica che lo costringeva, a partire dagli anni cinquanta, a lunghi ricoveri in ospedale. Questa malattia condizionerà profondamente la sua vita e la sua espressività artistica. Sia a causa degli indispensabili trattamenti farmacologici, sia a causa dei periodi di ricovero, Aldo Montesi si crea una sfera di estimatori e amici prevalentemente formata da medici. Oltre, naturalmente, a partecipare attivamente alla vita culturale di Terni, frequentando i circoli artistici cittadini sin dagli anni cinquanta.

Comincia la sua attività artistica nell'immediato dopoguerra, grazie all'impulso e agli incoraggiamenti dalla moglie, Maria Mora, che vide in lui il talento a la sensibilità di un vero artista. Maria Mora e Aldo Montesi si conoscono a Riccione, nel luglio del 1952, appena due giorni prima della partenza per rientrare rispettivamente a Parma e a Terni. E' un colpo di fulmine, si incontreranno altre sette, otto volte, per poi sposarsi nel Febbraio del 1953 . Maria, nata a Parma nel 1930, figlia di un agiato commerciante e di una maestra elementare, si trasferisce a Terni per sposare Aldo, legandosi indissolubilmente all'artista.

Ella sarà per lui una continua risorsa di stimoli ed un riferimento vitale. Donna attivissima, colta e intraprendente, lo sosterrà anche durante i lunghi ricoveri in ospedale, portando a Roma, Foligno, Perugia tele, tavolozza e colori, ricreando lo studio dell'artista in una camera d'ospedale.

Maria sarà sempre dialetticamente al suo fianco, con spirito innovatore, lo incoraggerà a cimentarsi in nuove tecniche pittoriche, non farà mancare mai in casa fiori freschi per le sue opere pittoriche e creerà un vero cenacolo artistico. Decine di pittori, poeti, scrittori, critici frequenteranno l'abitazione di via Romagnosi a Terni. Per lunghe nottate, dagli anni cinquanta agli anni settanta, Aldo, Maria e i loro ospiti discuteranno vivacemente di arte e poesia con i massimi attori della vita artistica e culturale ternana di quel tempo .

Aldo si diploma Maestro d'Arte presso l'Accademia di Belle Arti di Roma nel 1960 con il massimo dei voti e con la proposta, da parte della Commissione esaminatrice, di diventare uno degli insegnanti di questa prestigiosa Scuola. Rinuncia a tale incarico, preferendo non distaccarsi dalla famiglia e dalla sua amata città .

Inizia a collaborare con il “Premio Terni” , le prime esposizioni delle sue opere risalgono al 1948 , in mostre collettive locali, nazionali ed internazionali.

Con grande perizia si cimenta utilizzando numerosissime tecniche: pittura ad olio, sua tecnica prevalente, pittura a smalto, acquerello, china, sanguigna, carboncino, mosaico, lineografia, acquaforte, affresco, scultura in legno e materiali compositi, ceramica, tecniche miste.

La sua tavolozza pittorica, dai toni scuri degli anni cinquanta, si schiarisce e si arricchisce di toni brillanti man mano, lasciando sempre più spazio al suo “espressionismo criptico”.

Unico pittore italiano della sua epoca, e' riuscito a coniugare figurativismo e astrattismo, creando immagini nelle immagini, quadri nel quadro, criptando messaggi tra le pennellate che nascondono, ad una visione più concentrata e intensa, altre immagini allo spettatore.




   

        

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